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Corso di Chitarra SE 3°

Dipartimento: Musica nelle Scuole

Docente: CASTIGLIA SABRINA

Presentazione

Negli anni, durante il mio percorso musicale, ho cercato inizialmente di “fare” e “sperimentare” ritmi o frammenti di melodia per poi capire e, in seguito, decodificare ciò che era stato realizzato.
Questo metodo attinge dagli anni di esperienza con il Maestro Ugo Fea e, per i “primi passi”, al metodo Suzuki, in cui i bambini prima sperimentano poi analizzano ed osservano ciò che è successo.
Ho usufruito, andando avanti negli anni (e vedendo gli allievi crescere), anche di metodi e raccolte all’avanguardia dal punto di vista chitarristico, che permettessero una crescita progressiva e che “svecchiassero” il repertorio, regalando un’alternativa gradevole al ragazzino che portava comunque avanti i fondamenti e i percorsi tradizionali della chitarra classica.
Potrei, per maggior chiarezza, riassumere così la metodologia che porto avanti:
• Scoperta pratica delle caratteristiche dello strumento e della musica, attraverso brani musicali o lavori specifici da studiare a casa o da eseguire a prima vista.
• Apprendimento ritmico-melodico per imitazione, per lettura e ad "orecchio", anche attraverso il movimento (per le fasce più giovani).
• Apprendimento e sviluppo della conoscenza della teoria della musica utilizzando percorsi che sempre partano da una problematica o da una caratteristica della chitarra, in modo che la difficoltà risulti progressiva.
• Utilizzo della musica d’assieme, sin dalle prime lezioni, come vettore principale per l’apprendimento (nei progetti per la terza elementare).
• Apertura a tutti i generi musicali, senza stravolgere la tecnica classica di base dello strumento (dal classico, al blues, alla musica antica, alla contemporanea).

Le modalità organizzative prevedono nell’arco del mese tre lezioni individuali o a coppie e a fine mese un paio d’ore di musica d’assieme per chitarre (salvo eccezioni).

La frase che mi definisce:
“fare musica è prima un mezzo per scoprire, crescere e conoscere se stessi… solo poi può diventare un fine”